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	<title>Laboratorio Femminista</title>
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	<description>Forum delle donne</description>
	<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 12:36:18 +0000</pubDate>
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		<title>L’atipicità del Forum delle donne</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 11:01:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come entra in tutto questo l’atipicità del Forum, la sua originalità di soggetto politico femminista che agisce dentro/fuori un partito tradizionale come rifondazione comunista?  E’ tempo di bilanci. Abbiamo, in questi anni, provato a fare del femminismo l’anima della rifondazione comunista, criticando assieme il comunismo novecentesco e patriarcale e la neutralizzazione delle parole dell’innovazione. Sappiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come entra in tutto questo l’atipicità del Forum, la sua originalità di soggetto politico femminista che agisce dentro/fuori un partito tradizionale come rifondazione comunista?  E’ tempo di bilanci. Abbiamo, in questi anni, provato a fare del femminismo l’anima della rifondazione comunista, criticando assieme il comunismo novecentesco e patriarcale e la neutralizzazione delle parole dell’innovazione. Sappiamo che ora ci sono tra noi, una, o tante,  differenze di bilancio e prospettive. Riusciamo a nominare queste differenze?<br />
Quanto l’esperienza del Forum delle donne ha subito, ha convissuto con il dato di fondo, forse mai sufficientemente indagato, della complicità femminile nel contesto patriarcale?<br />
Come ha agito, se ha agito, la nostra differenza? Come agiamo oggi le nostre differenze?<br />
Come evitiamo che le differenze sulla prospettiva politica fagocitino tutto quello che abbiamo costruito in questi anni fino a dissolvere un patrimonio prezioso per tutte? Che cosa significa  ricominciare?</p>
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		<title>Il movimento</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 11:00:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La sfida che abbiamo ora davanti è, a nostro avviso,  riconnettere  il nodo della violenza maschile, del femminicidio in tutte le sue possibili interpretazioni, con la violenza di stato, il tentativo sempre più devastante di normare le condotte, criminalizzare, punire. Carfagna e Gelmini esecutrici materiali. Come creiamo connessioni tra i vari sommovimenti?
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La sfida che abbiamo ora davanti è, a nostro avviso,  riconnettere  il nodo della violenza maschile, del femminicidio in tutte le sue possibili interpretazioni, con la violenza di stato, il tentativo sempre più devastante di normare le condotte, criminalizzare, punire. Carfagna e Gelmini esecutrici materiali. Come creiamo connessioni tra i vari sommovimenti?</p>
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		<title>La soggettività</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 11:00:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si può parlare di tentativo di riassorbimento del femminismo nel processo di ristrutturazione capitalistico e patriarcale, di riduzione culturalista, o spettacolare? E’ questo l’esito di una debolezza della soggettività femminista? La recente ondata di movimento delle donne è riuscita a riconnettere autocoscienza e trasformazione, comunità e rappresentanza? Come articoliamo la differenza tra posizionamento femminista e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si può parlare di tentativo di riassorbimento del femminismo nel processo di ristrutturazione capitalistico e patriarcale, di riduzione culturalista, o spettacolare? E’ questo l’esito di una debolezza della soggettività femminista? La recente ondata di movimento delle donne è riuscita a riconnettere autocoscienza e trasformazione, comunità e rappresentanza? Come articoliamo la differenza tra posizionamento femminista e appartenenza ideologica?</p>
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		<title>Le pratiche</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 11:00:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Abbiamo sempre considerato le pratiche femministe un patrimonio. Ne abbiamo anche scoperto la fragilità nei momenti di conflitto. E’ da qui che abbiamo agito e crediamo di dover continuare ad agire la critica alla forma partito. Ma le nostre pratiche hanno realmente cambiato la forma partito?
E quanto ci ha cambiate il conflitto neutro? E’ un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abbiamo sempre considerato le pratiche femministe un patrimonio. Ne abbiamo anche scoperto la fragilità nei momenti di conflitto. E’ da qui che abbiamo agito e crediamo di dover continuare ad agire la critica alla forma partito. Ma le nostre pratiche hanno realmente cambiato la forma partito?<br />
E quanto ci ha cambiate il conflitto neutro? E’ un nodo che riguarda noi e la nostra efficacia. E anche forse la possibile estensività delle pratiche delle donne. Come prendiamo le nostre decisioni? I nostri luoghi sono davvero orizzontali? Come possiamo immaginare forme della politica e della democrazia sessuate? Come possiamo, nel generale arretramento del contesto culturale e politico, pensare che il tema della democrazia di genere non venga ridotto a quote? Come è possibile che la rappresentanza e rappresentazione delle donne siano diventate un formidabile strumento del patriarcato? Siamo più in crisi noi o il patriarcato?</p>
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		<title>La crisi del femminismo: il problema dell’efficacia</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 10:59:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il femminismo, inteso come politica dei nessi, della connessione fra personale e politico, muore se si colloca nella dimensione autonoma e separata della politica. Diventa, cioè, strumento inservibile per rispondere alla crisi della politica. Quali sono oggi le forme possibili di una riconnessione non enunciativa fra personale e politico? Quale è la nostra efficacia in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il femminismo, inteso come politica dei nessi, della connessione fra personale e politico, muore se si colloca nella dimensione autonoma e separata della politica. Diventa, cioè, strumento inservibile per rispondere alla crisi della politica. Quali sono oggi le forme possibili di una riconnessione non enunciativa fra personale e politico? Quale è la nostra efficacia in termini di trasformazione del senso comune? Quanto siamo riuscite a connettere il tema della formazione/liberazione dell’individuo con la tensione alla trasformazione? Siamo, noi, un esempio di politica incarnata?<br />
Nella crisi dei paradigmi politici anche il femminismo rischia di risuonare  come una parola che ha avuto una tale inflazione, banalizzazione, al punto da non significare più nulla.<br />
Come entra in questo un femminismo che ha subito un radicale slittamento di senso?</p>
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		<title>Il punto di vista: nesso tra dominio maschile e complicità delle donne</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 10:58:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una crisi come quella che sta sconvolgendo la sinistra può essere analizzata da tanti punti di vista (a partire dalla fine dell’esperienza del movimento operaio, a partire dall’analisi della globalizzazione, dalla crisi economica in atto etc… )  La crisi della politica, anche quella di sinistra, è  anche crisi della politica maschile.
Noi proponiamo qui un punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una crisi come quella che sta sconvolgendo la sinistra può essere analizzata da tanti punti di vista (a partire dalla fine dell’esperienza del movimento operaio, a partire dall’analisi della globalizzazione, dalla crisi economica in atto etc… )  La crisi della politica, anche quella di sinistra, è  anche crisi della politica maschile.<br />
Noi proponiamo qui un punto di vista che non è esaustivo, ma che riteniamo fondamentale: il nesso tra dominio maschile e complicità femminile.</p>
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		<title>Il femminismo nella crisi della politica</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 10:58:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il pensiero e le pratiche prodotti in trent’anni di femminismo, lungi dall’essere percepiti come dispositivo di interpretazione e come ipotesi di risposta alla crisi, sembrano invece essere stati fagocitati dalla crisi e dal maschile: assorbiti come elemento culturale e non politico; ridotti a issues, al tema dei diritti, alla questione femminile; il nodo della democrazia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il pensiero e le pratiche prodotti in trent’anni di femminismo, lungi dall’essere percepiti come dispositivo di interpretazione e come ipotesi di risposta alla crisi, sembrano invece essere stati fagocitati dalla crisi e dal maschile: assorbiti come elemento culturale e non politico; ridotti a issues, al tema dei diritti, alla questione femminile; il nodo della democrazia di genere viene ridotto alla questione della rappresentanza e non percepito come domanda radicale sulle forme della democrazia. E’ così? Perché? Riusciamo, noi, a costruire una connessione non eclettica fra diversi contraddizioni e diversi soggetti del conflitto? Come lasciare ai maschi la lista della spesa (classe, genere, razza, ambiente, ecc)?</p>
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		<title>Per un’ipotesi di laboratorio</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 10:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Proponiamo, allora, di organizzare un laboratorio, uno spazio aperto e condiviso di riflessione,  per contribuire, nella complessità e nelle difficoltà del contesto attuale e della nuova situazione, a costruire spazi politici di condivisione e di iniziativa; un laboratorio tra compagne iscritte a rifondazione e non iscritte, come sempre è stato nella nostra pratica e come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Proponiamo, allora, di organizzare un laboratorio, uno spazio aperto e condiviso di riflessione,  per contribuire, nella complessità e nelle difficoltà del contesto attuale e della nuova situazione, a costruire spazi politici di condivisione e di iniziativa; un laboratorio tra compagne iscritte a rifondazione e non iscritte, come sempre è stato nella nostra pratica e come oggi più che mai è assolutamente necessario. Pensiamo a un laboratorio aperto, itinerante, che nasca inizialmente in rete e che possa via via assumere altre forme, più incarnate, che le donne sceglieranno. Noi proponiamo qui solo alcune questioni, in forma di domanda, su cui invitiamo chi ne ha voglia a intervenire con propri contributi e riflessioni. Vi invitiamo naturalmente a proporre altri temi.<br />
Ci occuperemo di pubblicare via via tutti i materiali sul nostro sito in modo che siano condivisi e che sia possibile commentare le singole riflessioni.<br />
I materiali prodotti potranno rappresentare una prima base di riflessione da cui partire già dal prossimo primo appuntamento, quello dell’Assemblea nazionale del Forum delle donne fissata a Roma per il giorno domenica 23 novembre. Abbiamo scelto questa data anche per agevolare la partecipazione alla manifestazione nazionale a Roma del 22 novembre contro la violenza maschile.  Durante l’assemblea proveremo a istruire, sulla base dei materiali pervenuti, il lavoro del laboratorio.<br />
Abbiamo immaginato, poi,  un secondo appuntamento nel mese di dicembre, in forma seminariale, in cui articolare la discussione a partire dai materiali che produrremo.</p>
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		<title>Ripartire. Provare e riprovare</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 10:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ripartire, dopo il terremoto, la sconfitta, le divisioni congressuali. Ripartire dopo il trauma di relazioni, personali e politiche, stritolate da conflitti e differenze che avremmo dovuto saper gestire. Ripartire soprattutto senza rimozioni, cercando di elaborare quanto provocato da tutto quello che è accaduto negli ultimi anni, negli ultimi mesi.
Ripartire dalla consapevolezza che una storia femminista, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ripartire, dopo il terremoto, la sconfitta, le divisioni congressuali. Ripartire dopo il trauma di relazioni, personali e politiche, stritolate da conflitti e differenze che avremmo dovuto saper gestire. Ripartire soprattutto senza rimozioni, cercando di elaborare quanto provocato da tutto quello che è accaduto negli ultimi anni, negli ultimi mesi.<br />
Ripartire dalla consapevolezza che una storia femminista, la nostra, si è interrotta bruscamente , ma anche dalla scelta politica condivisa  di provare a riprendere un percorso comune.<br />
Provare e riprovare, perché ne vale la pena.<br />
Provare e riprovare è stata infatti la bussola per molte di noi, è la nostra storia. Una storia di scommesse difficili. E  la storia del Forum è troppo densa di insegnamenti per non rimetterci in gioco.</p>
<p>Qualunque ipotesi per ricostruire una opposizione di sinistra in Italia ed una ipotesi di radicale cambiamento dell’esistente non può che partire dalla nostra interrogazione e tematizzazione di alcune questioni, per comprendere le ragioni della sconfitta della sinistra alle elezioni di aprile, per comprendere la crisi della politica, e della politica di sinistra nel nostro paese, per comprendere le metamorfosi profonde in atto nella società, per comprendere da dove ripartire, su quali temi, con quali pratiche, in che modo.</p>
<p>La problematicità dello scenario in cui viviamo crediamo che ci obblighi, più che mai, più di sempre,  ad assumere un approccio interrogativo su tutto, a non dare nulla per scontato in questa nostra discussione, neanche il patrimonio delle nostre pratiche, ad avere tra noi il coraggio di mettere a confronto le nostre legittime differenze. Pensiamo, dunque, che il punto di partenza non possa che essere un punto di domanda, o meglio, molti punti di domanda. Che la radicalità del desiderio di ricominciare insieme, non  possa che coincidere con la radicalità di una auto interrogazione, di uno scavo su di noi, sulla nostra internità a quella che chiamiamo “crisi della politica” .  A partire da una sola certezza: senza la soggettività politica e critica delle donne, senza il punto di vista femminista,  la riflessione sulla crisi della politica e della sinistra, non può che essere più povera, parziale.</p>
<p>E’ una riflessione che vogliamo fare a partire da noi, come Forum delle donne del PRC. Una riflessione sulla nostra efficacia, sulla capacità di produrre al contempo soggettività e conflitto, processi di soggettivazione femminista e processi trasformativi dei luoghi in cui, in tutti questi anni, abbiamo scelto di praticare il conflitto: il partito (dentro) e il mondo (fuori).<br />
Un  bilancio è d’obbligo.</p>
<p>E’ una riflessione che ci riguarda e che ci chiede di ri-guardarci come Forum. Che, come diceva la convocazione della Rete femminista, riguarda tutte noi. E’, dunque, una riflessione che vogliamo fare, come sempre, con tutte, in uno spazio aperto e condiviso; consapevoli che occorre partire da noi nella connessione con i processi sociali e culturali in atto. E che, ad esempio, dobbiamo connettere la riflessione sulla nostra efficacia  in questi anni come Forum nella critica alla forma partito, con la domanda che Lea Melandri poneva qualche giorno fa su Liberazione: “perché il femminismo non è riuscito a generalizzare la sua cultura, che riguarda uomini e donne, sfera pubblica e sfera privata?”</p>
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