Il femminismo nella crisi della politica
Il pensiero e le pratiche prodotti in trent’anni di femminismo, lungi dall’essere percepiti come dispositivo di interpretazione e come ipotesi di risposta alla crisi, sembrano invece essere stati fagocitati dalla crisi e dal maschile: assorbiti come elemento culturale e non politico; ridotti a issues, al tema dei diritti, alla questione femminile; il nodo della democrazia di genere viene ridotto alla questione della rappresentanza e non percepito come domanda radicale sulle forme della democrazia. E’ così? Perché? Riusciamo, noi, a costruire una connessione non eclettica fra diversi contraddizioni e diversi soggetti del conflitto? Come lasciare ai maschi la lista della spesa (classe, genere, razza, ambiente, ecc)?